LA TRASVERSALITA’ NELLE AREE INTERNE

Il tema delle aree interne ha goduto di un supplemento di attenzione a causa della pandemia, e degli interrogativi sulle possibilità di vita e lavoro al di fuori delle aree urbane, più vulnerabili al contagio e in generale e per molti aspetti meno attrezzate per fornire alti standard di qualità della vita.

Ne abbiamo discusso, in un evento organizzato dal Partito Democratico abruzzese, con il vicesegretario nazionale Peppe Provenzano, già ministro per il Sud. È emersa innanzitutto la grande accelerazione impressa dalla pandemia a questioni su cui era già da tempo in corso una riflessione, tra cui la consapevolezza che i divari territoriali, che incrementano e aggravano tutte le altre categorie di diseguaglianza, si combattono investendo in welfare, a maggiore ragione oggi, quando si prospetta come detto la possibilità, grazie principalmente alla tecnologia, di promuovere nuove forme di organizzazione e sviluppo che siano alternative alla concentrazione nelle aree urbane.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza dovrà farsi carico anche di ciò, e sull’attuazione delle misure per questo scopo che vi sono contenute va posta la massima sorveglianza. Spetta soprattutto alla sinistra e in particolare al Partito Democratico, che può trovare nelle opportunità della prossimità e nel necessario sforzo di coniugare innovazione tecnologica e innovazione sociale altri elementi di impegno, di rango persino identitario.

Il tema è particolarmente evidente in Abruzzo, regione di confine per eccellenza, tra Nord e Sud, ma anche dove a questa tradizionale dicotomia si sovrappongono una quota rilevante di aree interne, il peso della questione appenninica accentuata negli ultimi anni dalle conseguenze di due terremoti, la sempre più urgente necessità di porre rimedio alla generale difficoltà di collegamento, nel nostro Paese, tra Est e Ovest.

È un problema che riguarda svariati territori dell’Italia centromeridionale, e che sia decisivo lo dimostra la traiettoria di sviluppo di una regione come l’Emilia-Romagna, che ha avuto successo proprio perché ha saputo investire e promuovere una maggiore fluidità di connessione “orizzontale”.

La parola chiave è trasversalità, in estrema sintesi quell’insieme di azioni per fare in modo che i territori siano compresi a pieno titolo nella costruzione di direttrici infrastrutturali che attraversino la Penisola da Ovest ed Est. In Abruzzo il tema è particolarmente importante, perché darebbe ai suoi territori la possibilità di essere inclusi nel corridoio intermodale europeo che arriva da Barcellona alla Croazia, con tutte le opportunità di centralità e sviluppo che ne conseguono.

Un tema che ha spinto tutte le organizzazioni datoriali e sindacali a promuovere unite un manifesto per spingere i rappresentanti istituzionali al massimo impegno, che il Pd appoggia senza indugio, e i sindacati a lanciare un allarme per la scarsa considerazione data a questo tema dalla Regione nel documento ufficiale sulla programmazione 2021 – 2027.

FONTE: HUFFPOST Articolo del 21.04.2021