APPALTI E ACQUISTI VERDI

In Toscana primi segnali di riscossa nell’utilizzo del Green Public Procurement negli Appalti

Per Legambiente i Comuni di Livorno e Lucca stanno dando segnali incoraggianti, ma la fotografia resta in chiaroscuro

Qualcosa pare muoversi per gli appalti pubblici green e gli acquisti verdi (GPP). Poco, pochissimo rispetto alle potenzialità: su 170 miliardi di euro l’anno di acquisti pubblici in Italia solo 40 sono verdi, ma Legambiente guarda con maggiore ottimismo al contesto toscano.

Riferendosi alla suddetta spesa, Legambiente sottolinea come  essa rappresenti una cifra“ davvero importante per orientare alla sostenibilità ambientale il mercato ed il Green public procurement, ossia gli acquisti verdi della pubblica amministrazione”. La concreta attuazione del GPP e la sua diffusione non a caso sono costantemente promosse attraverso le attività dell’Osservatorio appalti verdi.

Nel nostro Paese la battaglia per l’applicazione del GPP va avanti da oltre 15 anni e come mostrano i numeri siamo ancora a un livello assolutamente non soddisfacente: ha raggiunto il culmine con l’articolo 34 del nuovo Codice degli appalti, che ha reso finalmente obbligatoria l’applicazione dei Criteri ambientali minimi (CAM) nelle gare pubbliche, anche se il principio di legge viene troppo spesso disatteso (per i “trasgressori” del resto non ci sono sanzioni significative).

Ma Legambiente ha puntato la lente di ingrandimento su un vero e proprio monitoraggio civico volto ad accelerare il processo di riconversione ecologica del mercato di beni e servizi. E dalle sue prime osservazioni su base nazionale sostiene che “l’applicazione dei Criteri ambientali minimi nelle gare d’appalto sta crescendo, anche in Toscana, con due comuni capoluogo tra le buone pratiche segnalate, Lucca e Livorno”.

Servono però ancora più formazione e più monitoraggio. In Toscana, visti i dati superiori alla media nazionale per quanto riguarda la criticità segnalata nelle risposte ai questionari, relativa alla mancanza di imprese in grado di rispondere nelle loro offerte ai Criteri minimi ambientali, è necessaria anche una maggiore “circolarità” delle informazioni tra sistema imprenditoriale e amministrazioni pubbliche sul GPP.

Nota dolente, in Italia ma anche in Toscana – conclude il Cigno verde – la scarsa applicazione del CAM edilizia, alla luce soprattutto del superbonus. In tutti gli interventi (fatti da privati e onlus, esclusi ovviamente dal GPP, ma anche dagli Istituti autonomi per le case popolari, tenuti invece al rispetto dell’art. 34 del Codice) i materiali isolanti devono rispettare i relativi Criteri ambientali minimi fissati con decreto del ministero dell’Ambiente dell’11 ottobre 2017. Tutte misure e incentivi volti, ricordiamolo per l’ennesima volta, a favorire la transizione ecologica della nostra economia.

FONTE: GREENREPORT – Articolo del 23.10.2020